Agenpress. Costruire una casa prefabbricata consente di abbattere i costi e i tempi di realizzazione, ma comporta vari obblighi dal punto di vista burocratico. Ecco quali.

Costruire una casa prefabbricata è un’opzione sempre più diffusa. Rispetto alle case tradizionali, infatti, questa tipologia edilizia offre diversi vantaggi. In particolare, consente di risparmiare sui costi e di ridurre l’impatto ambientale. Le costruzioni prefabbricate, infatti, sono generalmente realizzate in legno, materiale che offre ottime performance dal punto di vista termico.

Le case in bioedilizia sono la scelta vincente per chi desidera risparmiare sul costo dell’energia: certificate e ampiamente personalizzabili, prevedono però costi di realizzazione piuttosto elevati. Chi vuole optare per una casa prefabbricata può comunque orientarsi su tipologie più economiche, con costi variabili in base alle dimensioni e ai materiali utilizzati.

Casa prefabbricata: cos’è e perché conviene

Più in generale, per casa prefabbricata si intende una struttura a uso abitativo con elementi costruttivi realizzati in fabbrica o a piè d’opera. Il montaggio degli stessi avviene con metodi e procedure codificate che consentono di ridurre significativamente i tempi di realizzazione rispetto alle case in muratura di tipo tradizionale.

Le strutture vengono ancorate a terreno e alle strutture di fondazione tramite tasselli o piastre in acciaio: proprio per questo, le abitazioni prefabbricate non possono essere considerate edifici smontabili o semoventi e sono dunque soggetti al rilascio di specifici permessi e autorizzazioni. Fatti salvi i vantaggi già accennati – costi di realizzazione inferiore e tempistiche più rapide –, dal punto di vista burocratico costruire una casa prefabbricata può risultare piuttosto impegnativo.

Puoi approfondire qui “Case in Legno Prefabbricate: la Scelta Ecologica” per leggere informazioni utili sulle case in legno, prezzi e caratteristiche. E qui puoi vedere come assicurare casa con una polizza a 119€ (risparmiando circa 30€).

Quanto costa una casa prefabbricata e quali permessi servono?

Per prima cosa va messo a preventivo il costo del progetto, affidato, a seconda dei casi, all’impresa costruttrice o a un architetto, geometra o ingegnere di fiducia. Lo stesso progetto dovrà passare al vaglio dell’amministrazione comunale e, in caso di particolari vincoli ambientali e storico-paesaggistici, alla Soprintendenza. Oltre alla firma del progetto, la consulenza di un professionista è necessaria per curare ulteriori aspetti tecnici come l’indagine geologica del terreno, la sicurezza del cantiere e la realizzazione degli impianti.

Analogamente a quanto avviene per le normali case in muratura, prima di avviare il cantiere è obbligatorio ottenere il permesso di costruire, così come previsto dal Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. Per ottenere le autorizzazioni è necessario rivolgersi al Comune e predisporre la documentazione tecnica richiesta. Generalmente, ad occuparsi di questo aspetto è il progettista che segue l’iter burocratico necessario per avviare la costruzione. Quest’ultimo prevede anche la realizzazione di una relazione geologica del terreno che ospiterà la struttura.

Vincoli: materiali, tecniche costruttive e zone sismiche

Oltre a comunicare l’inizio e la fine dei lavori e a rispettare le direttive in materia di sicurezza dei cantieri, è necessario rispettare lo specifico regolamento predisposto dall’amministrazione di competenza. In alcuni casi, infatti, esistono particolari vincoli circa i materiali e le tecnologie costruttive da impiegare. Può essere previsto, ad esempio, l’obbligo di utilizzare coppi in laterizio, utilizzare rivestimenti in pietra o adottare altri accorgimenti in linea con lo stile architettonico tradizionale.

Ulteriori prescrizioni riguardano la costruzione di case prefabbricate in zona sismica, nel qual caso è necessario rispettare i vincoli previsti per legge. Anche la realizzazione di una struttura prefabbricata in area demaniale è soggetta a specifiche limitazioni.

Cosa rischia chi non rispetta i vincoli o procede con la costruzione senza disporre delle necessarie autorizzazioni? La sanzione dipende dal tipo di condotta e può spaziare dalla sanzione amministrativa all’arresto. Quest’ultima eventualità può verificarsi se la costruzione avviene senza permesso, in presenza di un ordine di sospensione o di costruzioni realizzate in totale difformità rispetto alle prescrizioni. L’arresto può scattare anche in caso di lottizzazione abusiva e di interventi edilizi in zone sottoposte a particolari vincoli ambientali e storico-paesaggistici.