Agenpress. Dopo la partecipazione di un folto pubblico all’inaugurazione a cui hanno presenziato, tra gli altri, il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ed il Presidente di Biennale Paolo Baratta, si registra un grande successo di pubblico nella prima settimana di apertura di Biennale. L’entrata di 8 persone alla volta per assistere all’esposizione  al Padiglione della Città di Venezia, è motivo di forte curiosità che crea l’interesse dei visitatori che, uscendo, manifestano l’apprezzamento per un progetto culturale articolato e di assoluta qualità che si contraddistingue all’interno del contesto internazionale di Biennale.

Per omaggiare Venezia nel suo Padiglione ai Giardini della Biennale per la 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia è stato selezionato un gruppo di sette artisti internazionali con forti legami creativi con la Città e attivi in settori diversi: Mirko Borsche, Lorenzo Dante Ferro, Sidival Fila, Ferzan Özpetek, Plastique Fantastique, Fabio Viale e George Koumentakis. La mostra è curata da Giovanna Zabotti con la collaborazione di due direttori artistici, Alessandro Gallo e Stelios Kois. Per il ruolo di Commissario del Padiglione è stato designato Maurizio Carlin (dirigente del Comune di Venezia).

Il Padiglione Venezia, di cui il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha fortemente voluto che se ne rinnovasse la presenza all’interno della Biennale per raccontare le eccellenze della Città, sarà esso stesso l’opera d’arte nel quale la coralità delle opere, frutto delle esperienze individuali, ne rappresenta la visione collettiva.

Il concept della mostra è ispirato al tessuto urbano della città, per esplorarne la storia e la mitologia. Attraverso un ambiente artistico coinvolgente, gli artisti mirano a catturare l’essenza di Venezia con elementi diventati nel tempo simboli associati alla città – immagini sacre, barche, bricole e acqua – e l’uso dei materiali che la caratterizzano come pietra, marmo, legno, corda e tessuto. Il Padiglione Venezia – creato dall’architetto Brenno Del Giudice nel 1932 – si trasformerà in un’opera d’arte nella sua interezza, dove i visitatori potranno vivere Venezia come un microcosmo composto da tutti i suoi elementi essenziali: la sua nebbia, la sua arte e il suo misticismo.

Una mostra visitabile dall’esterno (il Padiglione inteso come “scatola magica” di un tessuto urbano unico ed irripetibile che, nell’immaginario, sfocia spesso in un sogno) e dall’interno (il Padiglione inteso come sintesi di una lunga storia tra incroci di civiltà, religioni, arte e cultura).

Uno degli elementi della mostra che trascenderà i confini del Padiglione sarà progettato dal famoso grafico Mirko Borsche, che creerà un collegamento tra il Padiglione e la città stessa. Ispirato al tradizionale simbolo di Venezia – il leone di San Marco – l’astratto motivo giallo fluo disegnato dallo stesso grafico si infiltrerà negli oggetti quotidiani contaminando il più possibile la città, a partire da Ca’ da Mosto, uno dei palazzi più antichi sul Canal Grande, per giungere fino al Padiglione stesso. Il percorso di ricerca che ne è risultato è stato creato per portare i visitatori a interagire indirettamente con il Padiglione, anche al di fuori dei suoi confini.

Gli artisti selezionati lavoreranno per ricreare le innumerevoli narrazioni che continuano a plasmare la città. I Plastique Fantastique, che si definiscono una piattaforma creativa di installazioni temporanee, creeranno una struttura gonfiabile immersiva su larga scala che dialogherà con gli elementi in marmo, “Le Bricole”,  dello scultore italiano Fabio Viale. Una sezione del Padiglione sarà dedicata al lavoro del cineasta turco – italiano Ferzan Ozpetek e la sua “musa” Kascia Smutniak, un’altra sezione sarà dedicata alle opere che esplorano la spiritualità e la religione realizzate dall’artista Sidival Fila, brasiliano ma romano d’adozione (il primo monaco francescano ad esporre nella storia di Biennale). L’ambiente, per essere ancora più coinvolgente, sarà completato da un’ambientazione olfattiva realizzata dal Maestro profumiere Lorenzo Dante Ferro e un’opera sonora dal compositore greco George Koumentakis.

Oltre alla mostra principale nel Padiglione Venezia, ci sarà un evento collaterale, voluto dal   sindaco, Luigi Brugnaro e promosso dal Comune di Venezia. “Artefici del nostro tempo” un concorso attraverso il quale sono stati invitati giovani, di età compresa tra i 18 ed i 35 anni, nati, residenti, studenti o lavoratori in Italia, ad esprimere la propria visione del tempo presente, attraverso sei categorie: poesia visiva, video clip musicale, street art, pittura, fumetto e fotografia, secondo il tema principale della 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia: “May You Live in Interesting Times”.

L’opera vincitrice di ogni categoria sarà esposta a Ca’ Pesaro il Museo d’Arte Moderna di Venezia e, a rotazione una alla volta, al Padiglione Venezia dal primo di giugno nello spazio dedicato.

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