Agenpress –  La stagnazione della crescita italiana nel 2018 ha determinato un effetto di trascinamento sugli anni a venire “che non è agevole rimontare” e “anche un tasso medio annuo di crescita del Pil molto modesto, come quello ora stimato a livello ufficiale (0,2%), presupporrà una ripresa delle attività economiche nel corso dei prossimi trimestri non priva di incertezze”. Lo ha detto il presidente di coordinamento delle Sezioni riunite della Corte dei Conti, Ermanno Granelli, nella sua relazione, in udienza sul rendiconto generale dello Stato 2018.

Di “riordino delle deduzioni fiscali e un riassetto delle tasse”  ha parlato il procuratore generale Alberto Avoli, definendolo “una priorità, ma lo ‘shock fiscale’ evocato da alcuni, senza coperture nel breve termine, “potrebbe avere ripercussioni gravi, tali da annullare o ridurre molto i benefici della rimodulazione delle aliquote”.

“L’indebitamento, in valore assoluto, non può essere incrementato a dismisura. Il debito italiano ha probabilmente raggiunto i limiti massimi di sostenibilità” e “ha un costo finanziario gigantesco. Il debito attuale finirà per colpire le generazioni future, forse addirittura tre o quattro”.

 

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