Agenpress. “La stampa riporta del programma di dismissione di asset pubblici per 1,2 miliardi di euro che il Tesoro è pronto ad avviare a breve. 420 milioni di cespiti demaniali, 150 milioni della Difesa e per il resto beni di proprietà del veicolo pubblico Invimit.

Sperando che il Ministero dell’Economia riesca davvero a raccogliere tutta la somma sperata, ipotesi non affatto scontata, data la difficile situazione del mercato immobiliare, la stessa somma è ovviamente irrisoria rispetto all’ammontare del debito pubblico. Inoltre, la preoccupazione riguarda il fatto che, una volta svenduto tutto il patrimonio pubblico a disposizione, non rimangono più asset da vendere.

Con quali operazioni si potrà quindi raccogliere altre risorse per ridurre il debito, come preteso dalla Commissione? Rimangono le privatizzazioni di società pubbliche. Ma, su questo punto, il Tesoro non ha ancora pronto un piano. Non ha una lista di società da collocare sul mercato, con le relative quote, le date presunte per il collocamento e uno scadenziario di attività. Sembra proprio che la volontà di vendere i gioielli di Stato non ci sia proprio”.

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.

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