Agenpress – “Mio figlio era lì, ha sbagliato. Ma non è un assassino e io voglio dimostrarlo”. Lo dice, in una intervista al Corriere della Sera, Fabrizio Natale, il padre di Gabriel, il diciottenne americano accusato di aver ucciso il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega insieme all’amico Lee Finnegan Elder.

Alla domanda su come possa sostenere che il figlio non c’entri con l’omicidio, risponde: “Lui mi ha giurato di non sapere che l’altro ragazzo aveva un coltello. Pensava di dover effettuare uno scambio come gli era stato chiesto e così avrebbero avuto indietro i soldi”. Perché, invece di scappare via è tornato in albergo a dormire? “Lui non sapeva che quell’uomo era un carabiniere, mi ha assicurato di non aver capito che era morto”, “l’ho visto in carcere, ho visto in che stato è, quanto è disperato. E gli credo”

Intanto gli Investigatori, i difensori e i loro consulenti sono tornati oggi nella stanza 109 dell’albergo dove alloggiavano Un nuovo sopralluogo per completare gli accertamenti tecnici iniziati il 31 luglio scorso con l’obiettivo di individuare e repertare le tracce biologiche e impronte digitali presenti nella stanza. I carabinieri del Ris puntano, in primo luogo, ad individuare le tracce papillari nella zona del controsoffitto dove era stato nascosto il coltello di tipo militare utilizzato da Finnegan Lee Elder.

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