Agenpress – Secondo Confcommercio, la Tari è aumentata del 76% dal 2010 al 2018. “Rialzi inaccettabili ed ingiustificati. Non è tollerabile che i cittadini debbano pagare per le inefficienze dei comuni, incapaci di gestire il servizio in modo ottimale” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“All’estero con i rifiuti ci guadagnano e ci riscaldano le città. Da noi è solo un costo. E più il comune è incapace, più i consumatori devono pagare, dato che la Tari deve assicurare la coperture dei costi sia di investimento che di gestione del servizio” prosegue Dona.

“Una tassa che va rivista dato che, come dimostra un’occasional papers di Bankitalia, ha effetti redistributivi a sfavore dei nuclei con redditi più bassi, visto che presenta profili di regressività e, di fatto, è assimilabile ad un’imposta patrimoniale considerato che, invece di essere  commisurata all’entità dei rifiuti prodotti, è basata sulle dimensioni della casa e sul numero di componenti della famiglia” conclude Dona.

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