Agenpress. Dopo Veneto e Sardegna, via libera dei Consigli regionali di Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Abruzzo alla richiesta di referendum abrogativo della quota proporzionale della legge elettorale. Conseguentemente – scrive in una nota l’ufficio stampa della Lega- Lunedi’ 30 settembre alle 11 sara’ presentato in Cassazione il quesito per il referendum elettorale dopo il via libera dei cinque consigli regionali”.

In Lombardia il documento ha ottenuto 46 sì, con il centrodestra che ha votato compatto. Le opposizioni hanno abbandonato l’aula alla fine della mattinata, scegliendo di non partecipare al voto. Per avere il via libera il quesito referendario deve essere approvato da 5 Consigli regionali.  L’aula lombarda ha dato il suo si’ anche a un emendamento e a tre ordini del giorno. Il primo, presentato dal capogruppo di Fratelli d’Italia Franco Lucente, chiede di presentare al Parlamento nazionale una proposta di legge che “preveda almeno una quota di eletti col sistema maggioritario e un premio di maggioranza” e, infine, ‘l’elezione diretta del presidente della Repubblica”. Gli altri due, presentati dal capogruppo di Forza Italia Gianluca Comazzi, chiedono l’elezione diretta dal presidente della Repubblica e una legge elettorale che ribadisca la vocazione maggioritaria e garantisca la piena governabilita’ e stabilita’ del Paese.   “La Lombardia segna un nuovo passo avanti e si promuove non più solo come Regione di eccellenza e esempio di virtuosità, ma anche come forza propositrice del cambiamento del Paese. Questo voto assume un carattere emblematico, dimostra e conferma che in Lombardia la maggioranza è compatta, che il centrodestra ha amministrato bene e continuerà a farlo con determinazione e responsabilita’ per il bene dei suoi cittadini”.

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha commenta così l’esito del voto riguardo alla proposta presentata in Consiglio regionale relativamente alla richiesta di referendum abrogativo della quota proporzionale della legge elettorale. “Desidero ringraziare la mia maggioranza – ha aggiunto il Presidente – che ha dimostrato che si può amministrare un territorio con serietà e senso istituzionale, senza nascondersi dietro a movimenti di palazzo e teatrini. Abbiamo adottato un provvedimento – ha proseguito – che va nella direzione, da un lato, di dare la parola ai cittadini, dall’altro di cercare di poter cambiare questo Paese. Peccato che nessuno lo voglia fare. Abbiamo un Governo – ha sottolineato – che del popolo parla spesso, ma che al popolo non da’ la possibilita’ di esprimere il proprio parere. Non possiamo piu’ accettare – ha concluso Fontana – che a Roma ogni processo si impantani nelle solite pastoie ‘bizantineggianti’ che impediscono a questo Paese di viaggiare alla velocità a cui vanno quelli più evoluti. Dobbiamo metterci alla pari della parte del mondo che funziona. Come Regione Lombardia ne siamo sicuramente in grado e ancor di più lo saremo quando riusciremo a portare a casa l’Autonomia”.

Soddisfatto anche il Presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, dopo l’approvazione da parte del Consiglio regionale della norma che propone il referendum per l’abolizione parziale dell’attuale legge elettorale nazionale, abrogando la parte della legge che prevede l’assegnazione dei seggi su base proporzionale introducendo così il sistema maggioritario. “Con questo voto il Friuli Venezia Giulia è protagonista nella difesa di un diritto fondamentale dei cittadini: quello di poter scegliere con il voto la maggioranza e quindi il governo nazionale. Proponiamo questo referendum assieme ad altre Regioni sostenendo un principio di democrazia che parte dai territori. Assieme a Veneto, Piemonte e Lombardia abbiamo deciso di portare avanti questa battaglia e ringrazio la maggioranza in Consiglio regionale, che ha voluto condividerla. Posizioni differenti hanno infatti trovato una sintesi per tutelare gli interessi anche dei cittadini del Friuli Venezia Giulia”.
Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato il provvedimento per chiedere il referendum abrogativo della quota proporzionale prevista nella legge elettorale nazionale. E’ stata così raggiunta la soglia delle cinque Regioni necessarie per ottenere la consultazione popolare. Il via libera, dopo tre giorni di sedute fino alla mezzanotte.

A favore del documento della Lega tutto il centrodestra, inclusa Forza Italia. Centrosinistra e M5s al momento del voto hanno lasciato l’aula. Le opposizioni hanno fatto di tutto per impedire al Piemonte di approvare il documento, ma il contingentamento dei tempi imposto dal centrodestra questa mattina ha fatto gettare la spugna alle forze del centrosinistra e ai pentastellati.

“Sono soddisfatto – ha commentato il presidente del Piemonte Alberto Cirio – in questi giorni ci sono stati dei momenti accesi di dibattito: credo che siamo comunque giusti quando si parla di un argomento importante come il voto. Penso che il tempo di questa discussione sia stato ben speso: chiediamo una legge elettorale chiara, per cui chi vince le elezioni governi. Se riusciremo ad averla avremo fatto un buon lavoro, anche con un contributo del Consiglio regionale del Piemonte. Credo che abbiamo fatto il nostro dovere di rappresentanti delle istituzioni, di cittadini piemontesi e italiani e di attuare la nostra Costituzione.  Abbiamo reso questo Consiglio regionale partecipe di un dibattito su un tema delicatissimo e importantissimo come quello della legge elettorale – ha aggiunto Cirio – quindi abbiamo fatto bene e credo che questo ci abbia anche fatto bene perché ha dimostrato che la maggioranza è una maggioranza che sa capirsi al suo interno e trovare una posizione compatta e condivisa. E io sono orgoglioso di essere il presidente del Piemonte e di questa maggioranza”.

Dopo tre giorni di lavori, anche il Consiglio regionale dell’Abruzzo ha approvato a maggioranza il quesito referendario, finalizzato all’affermazione del sistema maggioritario abrogando la quota proporzionale. A votare con 17 voti favorevoli il centrodestra, mentre le opposizioni del M5S e del centrosinistra hanno abbandonato l’aula.

Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha sottolineato che “Non c’era nessuna prova ad arrivare primi, quinti o sesti. La Regione come tante altre Regioni ha deciso di sostenere questa proposta referendaria per dare ai cittadini la possibilità di esprimersi visto che qualcuno pervicacemente evita di affidarsi alle urne facendo giochi di palazzo. La maggioranza c’è, e’ compatta e lo ha dimostrato respingendo un ostruzionismo dissennato che è’ stato utile soltanto a ritardare l’adozione di delibere importanti che faremo nel minor tempo possibile”.  In ogni caso le Regioni “che hanno chiesto il referendum “oggi sono sei, con la Liguria sette. Quindi saranno sempre di piu’, dando maggiore forza alla proposta referendaria”.

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