Agenpress – Alvin Berisha, undici anni, era stato portato via dall’Italia dalla madre, che si era unita ai combattenti dello Stato Islamico. Dal 2014 di lui si erano perse le tracce, ma la iena Luigi Pelazza, come vi abbiamo raccontato nel servizio che potete rivedere qui sopra, lo aveva ritrovato all’interno del campo siriano di Al Hol, dove erano rinchiuse le famiglie dei miliziani dell’Isis. In questi minuti Alvin è stato liberato e si trova adesso nelle mani degli operatori di Croce Rossa internazionale e Mezzaluna Rossa.

Il piccolo Alvin è finalmente libero! Dopo quasi un mese di paura e trepidazione per il bimbo albanese di 11 anni, portato dalla madre nel 2014 nei territori dello Stato islamico in Siria, è arrivata la notizia tanto attesa.

Alvin Berisha, questo il nome del piccolo che vi abbiamo fatto conoscere con il reportage di Luigi Pelazza (che potete rivedere sopra), è ora nelle mani degli uomini della Mezzaluna Rossa e di Croce Rossa Internazionale, che lo riporteranno in Italia dal padre Afrim attraverso un corridoio umanitario. Eccolo, sorridente subito dopo la liberazione.

La tragica vicenda del piccolo Alvin è stata sollevata da noi de Le Iene, nel servizio di Luigi Pelazza che potete vedere qui sopra. Nato in Italia da genitori originari dell’Albania, Alvin è stato portato via dalla madre nel 2014: la donna ha deciso di scappare in Siria e di andare a vivere nei territori controllati dal sedicente Stato islamico, che recentemente ha visto il suo leader Abu Bakr al Baghdadi ucciso dalle forze americane.

Nel 2016, in un primo servizio, Luigi Pelazza ci aveva raccontato della battaglia del padre Afrim per riportare il bambino in Italia. Dal 2014 Afrim non aveva mai più potuto incontrare suo figlio, del quale conservava solo qualche foto. Quest’anno siamo tornati da lui Afrim ci ha detto, tra le lacrime: “Sono 5 anni che guardo queste foto”. Abbiamo allora deciso di prendere in mano la situazione e siamo partiti verso la Siria, nel campo dove si trova Alvin. Entrati ad Al Hom, dove vivono in prigionia migliaia di mogli dei miliziani dell’Isis con i loro bambini, scopriamo che la madre di Alvin è stata uccisa durante un bombardamento, assieme agli altri figli avuti da un militante dell’Isis. Si è salvato solo il piccolo Alvin, che zoppica a causa delle ferite riportate nell’esplosione che ha ucciso la madre.

Dopo una attesa infinita padre e figlio si riuniscono in un abbraccio rimandato troppo a lungo. La scena è gioiosa e straziante allo stesso tempo: il bambino è confuso, sembra lontano, ma riconosce subito il suo papà. La delusione è enorme quando il piccolo Alvin capisce che non può tornare subito a casa con il padre, perché nessuna autorità sembra volerci aiutare a tirarlo fuori di lì. Le autorità albanesi innanzitutto, il cui ambasciatore in Turchia prima dice di volerci aiutare e poi attacca il telefono in faccia al nostro Luigi Pelazza. Lavandosi le mani della sorte di questo bambino. Anche Regione Lombardia Liguria si erano unite alla voce di chi chiedeva la liberazione del piccolo Alvin.

Ora però, dopo il nostro servizio e gli appelli de Le Iene al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro Luigi Di Maio, Alvin è finalmente libero di riabbracciare papà Afrim. Nella foto sotto lo vedete con un operatore della mezzaluna rossa

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