Agenpress – “Sappiamo già da tempo che l’obesità differisce nelle donne e negli uomini per diversi aspetti. Differenze di genere che si rispecchiano nella composizione corporea e che sono dovute a fattori ormonali, ambientali e dietetici”.

Così  Livio Luzi, dell’Università degli studi di Milano sullo studio dell’obesità a cura del Policlinico San Donato, dell’università Vita-Salute San Raffaele, dell’Ospedale San Raffaele di Milano e dell’Università degli studi di Milano.

Le donne obese o in sovrappeso fanno più fatica a controllare la fame e a resistere allo stimolo del cibo rispetto agli uomini, perché i meccanismi di gratificazione legati al cibo e il metabolismo cerebrale sono diversi nel cervello femminile.

“Le ragioni più probabili di queste diversità, ancora da chiarire, “sono da imputare anche agli effetti degli ormoni sessuali nella risposta del cervello al cibo. I dati analizzati in questo lavoro fanno pensare che l’esposizione a stimoli alimentari appetibili veda i maschi più efficaci delle femmine nel limitare l’assunzione di cibo”, continua. I dati dovranno essere confermati anche nelle donne obese giovani, ma la differenza vista dovrà portare in futuro, “ad adattare la cura e la prevenzione dell’obesità sulla base anche di questi risultati”.

I ricercatori hanno riscontrato infatti nelle donne con un alto indice di massa corporea un aumento del metabolismo cerebrale (nell’emisfero anteriore destro) e una particolare connettività neurale. Nei circuiti cerebrali del controllo e della decisione hanno osservato una ridotta connettività, che invece aumenta nei circuiti legati alla gratificazione dovuta al piacere di mangiare. Questo collegamento è stato individuato per ora in donne obese e anziane in sovrappeso, con un’età media di 74 anni, visto che lo studio è stato condotto solo su soggetti anziani.

 

 

 

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