L’ opinione di Roberto Napoletano. La doppia emergenza industriale e ambientale. Taranto e Venezia, l’Italia chiude

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Agenpress – Nel Paese di qua dove si è arrivati a azzerare (0,15% del Pil) la spesa pubblica per infrastrutture e si viaggia stabilmente “sott’acqua”, niente treni veloci, zero capacità ferroviaria e i porti più attrezzati del Mediterraneo lasciati volutamente isolati, fermare Taranto significa perdere 2,6 miliardi su 3,5 di prodotto interno lordo in fumo e una recessione stimata che passa dallo 0,2 allo 0,7%.

Nel Paese di là dove si sono spesi 5,5 miliardi per un’opera che nessuno al mondo ha fatto, che nessuno ha provato, di cui il sindaco di Venezia, Brugnaro, dichiara candido: non ne so nulla, e che ha legato il suo nome alla madre di tutte le tangenti italiane e a un marchio di infamia globale per la classe politica e l’intero Paese, c’è l’afflato giusto legato all’unicità della Serenissima nel mondo e si metterà di nuovo mano al portafoglio della spesa pubblica.

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